|
LA VITA DI SAN FRANCESCO A MONTEFALCO
LA VITA DI SAN FRANCESCO NEL MUSEO DI MONTEFALCO Sandra Remoli
Il 4 Ottobre, come tutti ben sanno, si festeggia San Francesco d’Assisi, Patrono d’Italia.
Per l’Umbria si tratta di una festa ancora più grande, visto che proprio nella nostra regione questa straordinaria personalità nacque e visse gran parte della propria esistenza terrena. Non è un caso che in tutta Italia ed in Umbria le persone che portano il nome di Francesco o Francesca siano innumerevoli: è un nome che sembra immune alle mode, a testimonianza del costante amore nutrito per questo Santo. Non dimentichiamo poi che l’Umbria è giustamente chiamata regione della santità e della spiritualità, qui sono nati infatti anche Santa Chiara d’Assisi, San Benedetto da Norcia ( addirittura Patrono d’Europa), Santa Rita da Cascia; nella sola Foligno ricordiamo una mistica eccezionale come la Beata Angela, oppure San Feliciano: vescovo e martire che evangelizzò un’estesa porzione del territorio limitrofo a Foligno e, secondo la tradizione, avrebbe investito lo stesso San Valentino della carica di Vescovo di Terni. Per tornare a San Francesco, numerosissime sono le raffigurazioni e le opere d’arte che lo ritraggono: non si può scordare il celeberrimo ciclo con le scene della Sua vita dipinto nella Basilica Superiore a Lui dedicata ad Assisi ed attribuito a Giotto. Tuttavia qui in Umbria esiste un secondo importantissimo ciclo raffigurante la vita di San Francesco, dipinto alcuni secoli dopo a Montefalco da Benozzo Gozzoli ( detto anche Benozzo di Lese), artista definito in modo davvero esauriente ed efficacie “Allievo a Roma, maestro in Umbria”. Benozzo Gozzoli nacque in Toscana nel 1420 e, nonostante i suoi esordi e la sua formazione siano ancora incerti, sappiamo con sicurezza che lavorò in città e luoghi importantissimi; non potendo ricordare tutta la sua carriera, spiccano le sue collaborazioni con il grande Beato Angelico, sia in Toscana che soprattutto a Roma (da qui la sopracitata definizione di “allievo a Roma”), dove dipinse al servizio del Papa la perduta Cappella di San Pietro , ma anche nei Palazzi Vaticani; famosissimo è poi il suo stupendo “Corteo dei Magi”, realizzato a Firenze per Palazzo Medici, lavorò inoltre per la Cattedrale di Pisa, che finì per diventare centro di attività quasi imprenditoriale della sua bottega. Morì il 4 ottobre (notare la coincidenza della data!) del 1497. Esaminando, pur se in modo limitato, un’attività artistica così ricca, risulta ancor più interessante e curioso il fatto che, per una serie di coincidenze fortunate, Benozzo sia finito a lavorare anche in una località piccola e allora un po’ marginale come Montefalco:nella vita casualità ed intrecci di conoscenze producono spesso effetti insoliti ed inaspettati come questo. Fattostà che, probabilmente in seguito al soggiorno montefalchese di Papa Niccolò V Parentucelli presso il convento di San Fortunato, Benozzo Gozzoli, che due anni prima aveva lavorato per lui con l’Angelico, venne chiamato dapprima a lavorare presso la chiesa di San Fortunato (dove pure ad oggi si può ammirare il suo operato), e in seguito a San Francesco, dove lasciò il suo grande capolavoro nel 1452. Qui, a differenza di Firenze o Roma, Gozzoli fu davvero “maestro”, in quanto nessuno aveva visto opere di quel calibro; artisti locali e fedeli che ammirarono le scene della vita di San Francesco ebbero così la grande opportunità di conoscere qualcosa di davvero nuovo ed originale. Ricordiamo che allora non c’era la tv né l’automobile, l’America ancora non era stata scoperta e la gran parte della gente comune non sapeva né leggere né scrivere: possiamo quindi solo intuire l’effetto che potevano suscitare dei dipinti nelle persone di allora, con un cervello sicuramente stimolato in modo molto diverso rispetto ad oggi. Allora come oggi è però possibile ammirare i medesimi episodi fra cui: La rinuncia ai beni paterni, dove volti carichi di espressività condividono un momento cruciale della vita di Francesco ( il padre che tenta di dissuaderlo, il vescovo che lo copre con un panno), oppure la famosa Cacciata dei demoni da Arezzo, con un bellissimo paesaggio sullo sfondo, o la Predica agli uccelli, con vista di Montefalco, ma anche il particolare della natura morta con tavola apparecchiata nella scena del Conte di Celano. Nella stessa chiesa da San Francesco, che oggi è diventata Museo Comunale di Montefalco, Benozzo dipinse anche la Cappella di San Girolamo. Per chi volesse ammirare il tutto basta pagare un piccolo ingresso, il museo ospita anche molte altre opere, fra cui un Perugino ed una sezione dedicata al vino, di cui Montefalco è orgogliosa produttrice. Sandra Remoli |